Le nubi alte hanno la base oltre i 6000 m (circa 20.000 ft). A queste quote le temperature sono molto basse (inferiori a −20 °C) e le nubi sono composte quasi esclusivamente da cristalli di ghiaccio.
Caratteristica comune: Aspetto sottile, trasparente o semitrasparente. Generalmente non producono precipitazioni che raggiungano il suolo. Il prefisso Cirro- (dal latino cirrus = ricciolo) identifica tutte le nubi di questa famiglia.
I Cirri (Ci) si presentano come filamenti bianchi, sottili e delicati, spesso con aspetto serico o fibroso. Sono le nubi più alte tra tutte.
Per il pilota: I cirri isolati non rappresentano un pericolo diretto, ma la loro comparsa progressiva può segnalare l'arrivo di un sistema frontale nelle ore successive.
I Cirrostrati (Cs) formano un velo sottile e biancastro che copre parzialmente o totalmente il cielo, senza oscurare il sole o la luna.
Effetto alone: I cristalli di ghiaccio esagonali dei cirrostrati rifrangono la luce solare creando un anello luminoso a 22° dal sole (o dalla luna). È un indicatore classico della presenza di nubi alte.
Significato meteorologico: I cirrostrati che si addensano progressivamente sono spesso il primo segnale dell'avvicinamento di un fronte caldo, tipicamente 12–24 ore prima del suo arrivo.
I Cirrocumuli (Cc) si presentano come piccoli elementi bianchi a forma di batuffolo o granuli, disposti in strati o banchi, senza ombre proprie.
“Cielo a pecorelle”: Il tipico aspetto dei cirrocumuli ha dato origine al detto popolare “Cielo a pecorelle, acqua a catinelle”, che pur nella sua semplificazione, indica effettivamente la possibilità di un peggioramento meteorologico in arrivo.