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La Navigazione Radiogoniometrica
Sezione 6 - Capitolo 5 - Sistema NDB-ADF e tecniche di navigazione
1. Introduzione
Con il termine "navigazione radiogoniometrica" si intende l'insieme dei sistemi e delle tecniche di impiego dei radiogoniometri per la guida della navigazione aerea. In questo capitolo sono illustrati la costituzione, le caratteristiche e i modi di impiego del radiogoniometro, sia tramite le stazioni radiogoniometriche, sia tramite il sistema NDB-ADF.
La navigazione radiogoniometrica e resa possibile dal fatto che le onde radio si propagano dal punto di emissione in tutte le direzioni e in linea retta. Grazie a cio, conoscendo la posizione del punto di emissione e la traiettoria seguita dalle onde radio per giungere a un aereo in volo o viceversa, si puo determinare la posizione dell'aereo e lo si puo guidare durante la navigazione.
Gli angoli che le traiettorie rettilinee di propagazione delle onde radio formano con la direzione del nord prendono il nome di rilevamenti. Prima di passare alla descrizione dei sistemi e delle tecniche di navigazione, dobbiamo pertanto spiegare il concetto di rilevamento, con particolare attinenza alle applicazioni nella radionavigazione.
2. I rilevamenti
2.1 - Definizione dei rilevamenti
Un rilevamento (bearing) e la direzione orizzontale di un punto rispetto all'aereo. Durante la navigazione, il rilevamento di un punto o di un oggetto puo essere effettuato a vista o con apparecchiature radioelettriche.
Come illustra la figura 6.49 i rilevamenti sono espressi con valori angolari, alternativamente riferiti alla direzione del nord (a) o alla direzione dell'asse longitudinale dell'aereo (b); in questo secondo caso prendono il nome di rilevamenti polari (Rilpo). Come vedremo tra breve, le indicazioni del radiogoniometro di bordo sono tutte rilevamenti polari.
Figura 6.49 - I rilevamenti sono misure angolari riferite alternativamente al nord (vero o magnetico) o all'asse longitudinale dell'aereo; in questo secondo caso sono chiamati rilevamenti polari
Cosi come avviene per gli angoli di rotta e per gli angoli di prua, a causa della declinazione magnetica anche i rilevamenti si distinguono in:
Rilevamenti veri (Rilv) - riferiti alla direzione del nord vero
Rilevamenti magnetici (Rilm) - riferiti alla direzione del nord magnetico
Conoscendo il valore della declinazione magnetica (d) si puo pertanto ricavare il rilevamento magnetico da quello vero e viceversa.
Figura 6.50 - I rilevamenti veri (Rilv) e i rilevamenti magnetici (Rilm) sono riferiti rispettivamente al nord vero e al nord magnetico, e pertanto differiscono del valore della declinazione magnetica
Rilevamenti diretti e inversi
Quando il rilevamento di un aereo in volo viene effettuato (o si immagina venga effettuato) da una stazione a terra, gli angoli di rilevamento vero e magnetico sono detti diretti o dalla stazione; quando invece e un aereo in volo che rileva (o si immagina che rilevi) una stazione a terra, gli angoli di rilevamento vero e magnetico sono detti inversi o per la stazione.
Figura 6.51 - La differenza fra un rilevamento diretto e il corrispondente rilevamento inverso e sempre di 180°
2.2 - Le linee di posizione
Ogni linea congiungente una stazione a terra con un aereo in volo costituisce una linea di posizione: l'aereo che e stato rilevato o che ha effettuato il rilevamento sa infatti di trovarsi su un punto di questa linea, anche se non conosce la sua distanza dalla stazione.
Concetto importantissimo per la radionavigazione e che l'orientamento dell'asse longitudinale dell'aereo rispetto alla linea di posizione non influenza assolutamente il valore del rilevamento da e per la stazione. Per comprendere questo concetto ci si deve sforzare di immaginare che da ogni stazione a terra originino 360 semirette distanziate di 1° l'una dall'altra (i rilevamenti dalla stazione), e che a fianco di ognuna di esse si trovino altrettante semirette che terminano sulla stazione (i rilevamenti per la stazione).
Figura 6.52 - Da ogni stazione partono 360 coppie di rilevamenti diretti e inversi che permettono di determinare la posizione dell'aereo; il valore dei rilevamenti, cioe la posizione, non dipende dalla prua dell'aereo
La figura 6.52 mostra inoltre che i rilevamenti con orientamento cardinale dividono lo spazio intorno alla stazione in quattro quadranti:
il primo compreso fra 360° e 090°
il secondo fra 090° e 180°
il terzo fra 180° e 270°
il quarto fra 270° e 360°
La visualizzazione corretta dell'ubicazione nel rispettivo quadrante del rilevamento su cui di volta in volta si trova l'aereo e gia sufficiente per determinarne in modo approssimato la posizione.
2.3 - La denominazione dei rilevamenti (Codice Q)
Poiche le prime radioassistenze in grado di offrire rilevamenti agli aerei in volo furono le stazioni radiogoniometriche di terra, e poiche gli operatori e i piloti dovevano scambiarsi messaggi via radio quando le comunicazioni non erano agevoli come lo sono oggi, i diversi rilevamenti vennero indicati con voci del codice Q:
Per comodita di espressione queste quattro voci del codice Q sono state trasferite anche ai rilevamenti ottenuti con altri tipi di radioassistenze.
3. Il principio di funzionamento del radiogoniometro
3.1 - L'indicatore
Caratteristica del radiogoniometro e di permettere all'operatore di stabilire da quale direzione giungono i segnali radio emessi nello spazio circostante. L'operatore ha davanti a se una rosa graduata in 360° avente imperniato al centro un indice che puo ruotare liberamente.
Figura 6.53 - L'indicatore di un radiogoniometro
L'asse della rosa congiungente lo 0° con il 180° e passante per il perno dell'indice e disposto nella direzione del nord (magnetico o vero), cosicche sotto la punta dell'indice - che si dispone a segnare la direzione di provenienza dei segnali radio ogni volta che la stazione ne riceve qualcuno - l'operatore legge direttamente con quale angolo riferito al nord viene rilevata la sorgente dei segnali. Per ottenere il corrispondente rilevamento inverso l'operatore deve solo leggere sulla rosa il valore indicato dalla coda dell'indice.
3.2 - Le antenne
La facolta di orientarsi secondo la provenienza dei segnali radio e data all'indice dalle due antenne di cui e dotato il radiogoniometro:
Antenna a filo o marconiana - del tipo non direzionale, riceve i segnali in modo uniforme da qualsiasi direzione essi provengano
Antenna a telaio o loop - del tipo direzionale, costituita da un conduttore piegato in modo da formare un cerchio o un rettangolo, messo in grado di ruotare intorno a un perno
Figura 6.54 - L'antenna a telaio, o loop, e del tipo direzionale: riceve con intensita diversa a seconda della posizione rispetto alla provenienza dei segnali
A seconda del suo orientamento il telaio e in grado di ricevere i segnali radio con intensita variabile da un minimo di valore pressoché nullo - che si verifica quando l'antenna e disposta ortogonalmente alla direzione di provenienza dei segnali - fino a un massimo che si verifica quando essa e allineata con la direzione di provenienza.
Figura 6.55 - Il diagramma risultante della ricezione delle due antenne del radiogoniometro, chiamato cardioide per la sua forma di cuore, ha il vettore massimo orientato nella direzione di provenienza dei segnali
I diagrammi di ricezione delle due antenne, opportunamente sovrapposti l'uno all'altro, danno luogo a un diagramma risultante chiamato cardioide (per la forma a cuore), che presenta il suo vettore massimo orientato nella direzione di provenienza dei segnali radio.
L'antenna a telaio e fatta ruotare da un motorino elettrico alimentato dalla corrente che viene indotta nell'antenna dai segnali radio ricevuti. Percio, quando il telaio e in posizione tale per cui i segnali ricevuti sono nulli, nel motorino non circola corrente e quindi il telaio si ferma nella posizione di ricezione nulla.
4. Le stazioni radiogoniometriche
Una stazione radiogoniometrica e costituita da un radiogoniometro e da un apparato radio ricetrasmittente gestiti da un operatore. Tramite il radiogoniometro egli e in grado di rilevare la direzione di provenienza dei segnali radio emessi dagli aeromobili in volo, e tramite l'apparato ricetrasmittente e in grado di comunicare i rilevamenti ai piloti che ne fanno richiesta.
A seconda della frequenza di lavoro, le stazioni radiogoniometriche si distinguono in MF/DF, HF/DF, VHF/DF o UHF/DF (DF sono le iniziali di Direction Finder, o trovatore di direzione, che e il nome inglese del radiogoniometro).
Figura 6.56 - Le antenne Doppler delle stazioni radiogoniometriche UHF e VHF
4.1 - Le norme di comunicazione
Lo scambio delle comunicazioni radiogoniometriche tra gli aeromobili e le stazioni a terra avviene in radiotelefonia in chiaro facendo uso delle appropriate voci del codice Q. I piloti devono chiudere i messaggi radiogoniometrici con la ripetizione del nominativo, preceduta da un intervallo di una decina di secondi durante il quale il pulsante del microfono va tenuto premuto per l'emissione della portante.
Esempi di comunicazioni:
"Ciampino Gonio I-LOST, per QDR ... I-LOST" = "Per quanti gradi mi rilevate rispetto al nord magnetico?"
"Ciampino Gonio I-LOST, per QTE ... I-LOST" = "Per quanti gradi mi rilevate rispetto al nord vero?"
"Ciampino Gonio I-LOST, per QDM ... I-LOST" = "Qual e la rotta magnetica per giungere in assenza di vento sulla vostra stazione?"
"Ciampino Gonio I-LOST, QDL per QDM (o per QDR) ... I-LOST" = "Fornitemi una serie di QDM (o di QDR)"
Classi di precisione
A seconda della precisione delle osservazioni stimata a sua discrezione dall'operatore della stazione radiogoniometrica, i rilevamenti vengono classificati come segue:
Classe
Precisione
Classe A
approssimato a ± 2°
Classe B
approssimato a ± 5°
Classe C
approssimato a ± 10°
Classe D
approssimazione maggiore di quella della classe C
5. La navigazione con le stazioni radiogoniometriche
5.1 - L'uso del QTE
Il QTE, essendo un rilevamento vero, veniva tracciato sulle carte di navigazione con lo scopo di determinare autonomamente da bordo la posizione. Nelle regioni in cui la declinazione magnetica e trascurabile, come in Italia, la stessa operazione potrebbe essere eseguita senza apprezzabile errore usando il QDR.
5.2 - L'uso del QDR
Un QDR puo essere visualizzato come una semiretta che origina da un punto noto e da esso si allontana con un determinato orientamento riferito alla direzione del nord magnetico del punto di origine. Da ogni punto si diramano percio 360 QDR, distinti ognuno dal proprio orientamento, variabile da 001° a 360°.
Essendo i QDR rilevamenti diretti, la posizione geografica di ognuno rispetto al punto di origine corrisponde al valore del proprio orientamento: il QDR 045° si trova percio a nord-est del punto di origine, il QDR 090° si trova ad est, il QDR 135° si trova a sud-est, e cosi via.
In radionavigazione i QDR vengono generalmente impiegati come "strade" che conducono dal punto d'origine (una stazione gonio o un radiofaro) a qualunque altro punto situato entro il raggio di copertura della stazione o del radiofaro. Per utilizzare un QDR in questo modo, si deve:
determinare il valore del QDR che passa per il punto da raggiungere;
dirigere l'aereo verso il QDR prescelto, in modo da intercettarlo in un punto compreso tra la stazione e il punto di destinazione;
mantenere l'aereo sul QDR fino al raggiungimento del punto di destinazione.
Figura 6.57 - L'intercettamento di un QDM puo essere eseguito con una gamma di angoli variabile da 90° fino a un minimo di 1°
L'angolo di intercettamento
Va ricordato che l'angolo di intercettamento, in assenza di vento, e l'angolo formato dalla prua dell'aereo con il QMS da intercettare. Il valore dell'angolo di intercettamento va scelto in funzione delle necessita contingenti, tra le quali e in genere determinante la posizione del punto da raggiungere seguendo il QMS.
6. Il radiogoniometro di bordo (ADF)
Come dice il nome l'ADF (Automatic Direction Finder) e un radiogoniometro automatico funzionante sul principio descritto piu sopra, il quale si trova a bordo degli aerei. Anch'esso ha una rosa graduata con un indice girevole imperniato al centro e collegato elettricamente al ricevitore, che a sua volta e munito di un'antenna a telaio e di una a filo.
Figura 6.60 - Il ricevitore e l'indicatore di un moderno apparato ADF (in alto) e le antenne ADF di bordo
6.1 - Le stazioni di terra (NDB)
L'ADF riceve i segnali emessi da stazioni a terra chiamate NDB (Non Directional Beacon) - cioe radiofari non direzionali - ubicati in posizioni geografiche adatte a fornire fix per la navigazione in rotta o per gli avvicinamenti.
Gli NDB lavorano in onde lunghe o medie, essendo le loro frequenze comprese tra 190 e 513 KHz. Trasmettono in continuazione e il loro segnale si irradia uniformemente in tutte le direzioni.
Classificazione degli NDB
Tipo
Potenza
Portata nominale
Radiofari HH
> 2.000 watt
75 NM
Radiofari H
50-1.999 watt
50 NM
Radiofari MH
< 50 watt
25 NM
Locator
< 25 watt
15 NM
Ogni NDB ha un proprio nominativo di riconoscimento costituito da tre lettere dell'alfabeto (esclusi i Locator che solitamente ne hanno due, o anche solo una). Le lettere vengono di solito tratte dal nome della localita in cui e ubicato il radiofaro (BOA per Bologna, CMO per Camogli, CHI per Chioggia), e vengono trasmesse in alfabeto Morse a intervalli di tempo prestabiliti.
6.2 - I ricevitori
I ricevitori ADF sono predisposti per la sintonizzazione su una gamma di frequenze compresa tra 190 KHz e un massimo di 1699 o 1999 KHz, variabile da modello a modello. Un ricevitore ADF - qualunque sia la sua configurazione - e dotato di interruttori o selettori che consentono le seguenti funzioni:
ON/OFF - L'accensione e lo spegnimento
Selezione frequenza - su canali quarzati con intervalli di 1 KHz
ADF - con la quale vengono inserite entrambe le antenne e l'apparato e percio messo in condizione di funzionare come radiogoniometro
ANT o REC - con la quale viene esclusa l'antenna a telaio per ricevere il segnale di riconoscimento in A2A o le trasmissioni delle emittenti commerciali
BFO o CW (Beat Frequency Oscillator o Continuous Wave) - con cui viene inserito un circuito che sovrappone all'onda portante non modulata un segnale che a sua volta rende udibile l'identificazione delle stazioni che trasmettono in A1A
6.3 - Gli indicatori
Come la figura 6.60 permette di notare, gli indicatori ADF sono costituiti da una rosa graduata in 360° che e possibile ruotare con un apposito pomello, al centro della quale e imperniato l'indice. Sul vetro o sul quadrante dell'indicatore si trova una sagomina di aereo stilizzata che aiuta a meglio visualizzarne l'asse longitudinale, e quindi la posizione dell'NDB rispetto all'aereo.
Figura 6.61 - L'indice dell'ADF punta sempre sull'NDB. I rilevamenti presi da bordo e riferiti all'asse longitudinale dell'aereo sono detti polari (Rilpo). Quando l'aereo vola con prua costante, il Rilpo varia solo al variare della posizione, e sempre in aumento
L'indice, una volta sintonizzato il ricevitore e selezionata la funzione ADF, rimane costantemente puntato verso l'NDB, indicando sulla rosa graduata il valore dell'angolo sotto cui la stazione viene rilevata rispetto all'asse longitudinale dell'aereo. Come sappiamo quest'angolo costituisce un rilevamento polare o Rilpo, il cui valore puo variare per due ragioni:
In conseguenza della variazione della posizione reciproca aereo/NDB durante il volo
In conseguenza della variazione di orientamento impressa all'asse longitudinale dell'aereo durante le virate
7. Come ottenere dal Rilpo il QDR e QDM
7.1 - Le relazioni tra il Rilpo e la prua
Al fine di usare convenientemente le indicazioni dell'ADF e soddisfare le varie esigenze della radionavigazione, il pilota deve essere in grado di ottenere dal Rilpo i rilevamenti veri e magnetici da e per la stazione. Deve cioe mettersi in condizione di avere alternativamente QDM, QDR o QTE riferiti alla stazione NDB, come se cola ci fosse un operatore che rilevasse l'aereo e trasmettesse i dati al pilota.
Figura 6.62 - I rilevamenti si ottengono sommando al Rilpo il valore della prua, vera o magnetica, e aggiungendo o togliendo 180°
Poiche il fare calcoli durante il pilotaggio - specie quando si stanno eseguendo manovre - risulta tutt'altro che agevole, i rilevamenti da e per la stazione possono essere ricavati con il seguente metodo semplificato.
Figura 6.63 - Per semplificare i calcoli necessari a ottenere i rilevamenti, si deve immaginare di dividere la rosa dell'ADF in due semicerchi, e attribuire segno (+) a quello di destra, e segno (-) a quello di sinistra
Innanzitutto trascuriamo la deviazione residua, i cui valori sono sempre esigui, per cui assumiamo come prua magnetica l'indicazione del direzionale. Poi immaginiamo di dividere la rosa dell'ADF in due settori di 180° misurati a partire dallo zero, l'uno in senso orario e l'altro in senso antiorario. Ai valori del semicerchio di destra diamo segno piu (+), e ai valori del semicerchio di sinistra diamo segno meno (-).
Figura 6.64 - Con il sistema di calcolo semplificato si chiamano Rilpo gli angoli indicati dalla punta, e angoli di coda (AdC) quelli indicati dalla coda
QDM = Pm ± Rilpo e QDR = Pm ± Angolo di coda
Figura 6.65 - Sovrapponendo al direzionale l'indice dell'ADF, la punta indica il QDM e la coda il QDR
8. La navigazione ADF-NDB
8.1 - L'uso del QDM
Le diverse forme di impiego dei rilevamenti ottenuti tramite l'ADF non differiscono da quelle analizzate in precedenza per i rilevamenti ottenuti dalle stazioni radiogoniometriche. Come gia detto, la differenza consiste nel fatto che con l'ADF, i rilevamenti vanno ricavati dalle indicazioni degli strumenti di bordo.
Qualora ci si ponga come obiettivo il semplice raggiungimento della stazione NDB, non si deve far altro che tenere la punta dell'indice costantemente sullo zero. Se la manovra viene eseguita in assenza di vento la traiettoria dell'aereo si mantiene rettilinea e coincide con uno stesso QDM. Se invece la manovra viene condotta in presenza di vento, allora la traiettoria dell'aereo assume nuovamente la forma della "curva del cane".
Figura 6.58 - Se, con vento al traverso, si dirige verso la stazione semplicemente mettendo in prua i valori dei QDM via via comunicati dall'operatore, si segue un percorso non rettilineo chiamato "curva del cane"
L'intercettamento del QDM
Per utilizzare correttamente un QDM come se fosse una strada dritta si deve:
determinare il valore del QDM che si vuole seguire per giungere sulla stazione o del QDM che passa per il punto da raggiungere;
dirigere l'aereo verso il QDM prescelto in modo da intercettarlo prima della stazione o del punto da raggiungere;
mantenere l'aereo sul QDM fino al raggiungimento della stazione o del punto di destinazione.
Figura 6.66 - Il metodo piu semplice e pratico per intercettare un QDM e quello che prevede di assumere inizialmente la prua parallela al rilevamento da intercettare
Procedimento della prua parallela per intercettare un QDM:
L'aereo vola con prua iniziale (es. 210°) a sud-est dell'NDB (QDR 140°/QDM 320°)
Per intercettare il QDM 360° il pilota si mette parallelo: l'ADF indica un Rilpo di -10°, e percio dice che per intercettare bisogna virare a sinistra di un angolo maggiore di 10°
Il pilota sceglie di intercettare con 30°, e percio vira per prua 330°: l'ADF indica un Rilpo di +20°
L'ADF indica un Rilpo di 30° pari all'angolo di intercettamento: cio vuol dire che l'aereo ha raggiunto il QDM 360°
Il pilota vira per 360° e si trova l'ADF in prua
Per contrastare il vento da sinistra il pilota ha accostato contro vento di 10°: l'ADF indica un rilpo di +10
Figura 6.67 - Per mantenere un QDM con vento al traverso, l'angolo di deriva si determina per tentativi, fino a trovare la prua che mantiene costante il Rilpo
8.2 - L'uso del QDR
Anche per il QDR il concetto di impiego rimane invariato: dopo averne letto o misurato il valore sulla carta, lo si deve intercettare e seguire fino al punto di destinazione.
Figura 6.68 - Anche per intercettare un QDR il metodo piu consigliabile e di assumere inizialmente la prua parallela e fare riferimento alle indicazioni della punta rispetto al 180° della rosa dell'ADF
Lo stesso ragionamento seguito per effettuare l'intercettamento di un QMS in avvicinamento alla stazione, vale anche per l'intercettamento in allontanamento, con la differenza che il valore di riferimento da prendere sulla rosa dell'ADF non e piu lo 0° (la prua dell'aereo), bensi il 180° (la coda dell'aereo).
8.3 - La scelta dell'angolo di intercettamento
Durante gli intercettamenti sia di QDR sia di QDM, e consigliabile che gli angoli di intercettamento vengano scelti di 30°, 60° o 90°, a seconda della posizione reciproca aereo-rilevamento-punto di destinazione, nonche della rapidita con cui si vuole raggiungere il rilevamento.
L'angolo di 90° consente l'intercettamento nel minor tempo, mentre gli angoli minori accorciano via via il percorso per giungere a destinazione. La scelta degli angoli di intercettamento di valore intero multiplo di 30° elimina le ambiguita di lettura dell'ADF nella fase finale dell'operazione: quando l'indice si trova in corrispondenza di una tacca della rosa marcata con un numero - 270°, 300°, 330°, 30°, 60° e 90° per l'intercettamento dei QDM, e 90°, 120°, 150°, 210°, 240° e 270° per l'intercettamento dei QDR - la possibilita di sbagliare la lettura e praticamente nulla.
8.4 - La determinazione della posizione (fix)
Per stabilire la posizione dell'aereo - cioe per ottenere un fix - e necessario disporre di almeno due rilevamenti da tracciare sulla carta di navigazione: il loro punto di incontro e la posizione dell'aereo nel momento in cui sono state rilevate le radioassistenze utilizzate.
Figura 6.69 - Il fix ottenuto con due QDR presi da altrettanti radiofari NDB, e la relativa area di incertezza
Pero, poiche il valore dei rilevamenti e sempre piu o meno approssimato, in realta il fix non e mai un punto, bensi un'area di incertezza formata non da due linee, bensi da due "strisce" di posizione, che si allargano mano a mano che si allontanano dal radiofaro da cui hanno origine. A parita di altre condizioni, l'area di incertezza e tanto minore quanto piu perpendicolari l'uno all'altro sono i due rilevamenti utilizzati.
8.5 - Il calcolo della distanza
Figura 6.70 - Per determinare la distanza dalla stazione in tempo di volo T, si applica il teorema dei seni al triangolo fatto percorrere all'aereo
Un'operazione oggi di assai improbabile utilizzo - che citiamo solo per completezza di informazione - e quella che consente di ricavare la distanza in tempo di volo da un radiofaro (NDB, VOR o gonio) mentre si naviga verso di esso. L'operazione puo essere portata a termine seguendo due procedimenti simili:
Primo procedimento:
accostare a destra (o indifferentemente a sinistra) di un angolo di 30° per un tempo [t] espresso in secondi, che e consigliabile sia compreso tra 2 e 4 minuti primi
trascorso il tempo [t], accostare verso il radiofaro e prendere nota del valore del nuovo QDM su cui si trova l'aereo
chiamando α l'angolo formato dai due QDM, si ottiene la distanza in tempo dalla stazione [T] espressa in minuti primi, mediante la relazione: T = t/2α
Nell'esempio, dove l'angolo α e di 10° e si ipotizza di aver tenuto la prua 120° per 4 minuti (240 secondi), T = 240/(2×10) = 12 minuti.
9. Pregi e difetti del sistema ADF-NDB
Sappiamo che le frequenze medio-basse entro le quali funzionano gli ADF offrono il vantaggio di permettere la propagazione dell'energia elettromagnetica anche per onda terrestre e per onda celeste, per cui i segnali degli NDB possono essere ricevuti anche quando non esiste la linea ottica tra l'aereo e la stazione.
Inoltre gli NDB hanno il pregio di avere bassi costi di installazione e di esercizio che consentono di dotare molti aeroporti minori di una radioassistenza che sarebbe altrimenti non conveniente per ragioni economiche.
9.1 - Effetto notte
La distanza alla quale le onde medie vengono riflesse dagli strati ionizzati varia da 30 a 60 miglia, a seconda dell'altezza degli strati. Come spiegato nella sezione introduttiva, l'altezza degli strati e minore di giorno che non di notte, per cui all'avvicinarsi delle ore crepuscolari, la riflessione delle onde va soggetta a fluttuazioni che si ripercuotono sull'indice dello strumento. A parita di altre condizioni l'ampiezza delle fluttuazioni aumenta all'aumentare della distanza tra l'aereo e l'NDB.
L'effetto notte puo essere in parte corretto con un intervento tecnico consistente nell'adozione di un'antenna particolare (Adcock). Il pilota lo puo minimizzare facendo la media tra le indicazioni oscillanti dell'ADF, oppure aumentando la quota di volo o, se possibile, sintonizzando un NDB con frequenza minore di 350 KHz. Le onde lunghe, propagandosi preferibilmente per onda terrestre, sono meno sensibili alle variazioni di altezza degli strati ionizzati.
9.2 - Effetto suolo
Le montagne o altre parti del terreno che si elevano ripidamente dal suolo, hanno la facolta di riflettere le onde radio a bassa e media frequenza. Inoltre nel sottosuolo ci possono essere depositi di materiale magnetico, e sulla superficie grosse costruzioni metalliche, che ugualmente influenzano la propagazione delle onde lunghe e medie. In conseguenza le indicazioni dell'ADF possono risultare errate o inattendibili.
9.3 - Effetto temporale
In vicinanza dei temporali - dato che i lampi emettono onde radio su tutta la gamma delle basse e medie frequenze - l'indice dell'ADF, invece della stazione NDB, segna la sorgente delle perturbazioni elettromagnetiche. Durante il volo in presenza di temporali entro il raggio di portata dell'NDB che si sta impiegando, bisogna pertanto tenere presente che quando si vede un lampo non si deve fare affidamento sulle indicazioni dell'ADF.
9.4 - Effetto costa
Figura 6.71 - L'effetto costa provoca indicazioni errate dell'ADF quando la congiungente aereo-NDB taglia la linea di costa con un angolo minore di 30°
Le linee di costa hanno la proprieta di rifrangere le onde radio a bassa frequenza. Cio significa che - passando dalla terra all'acqua o viceversa - le onde subiscono una deviazione che a sua volta ne induce un'altra nell'indicazione dell'ADF. Tuttavia la rifrazione e trascurabile quando l'angolo con il quale le onde incontrano la linea di costa e maggiore di 30°.
9.5 - Effetto virata
L'ADF va soggetto a errori ogni volta che l'aereo viene inclinato lateralmente, a causa dello spostamento dal piano orizzontale dell'antenna a telaio. Ovviamente gli errori sono tanto maggiori quanto piu accentuate sono le virate.
Riepilogo valori da ricordare
Parametro
Valore
Frequenze NDB
190 - 513 KHz
Portata radiofari HH (>2000W)
75 NM
Portata radiofari H (50-1999W)
50 NM
Portata radiofari MH (<50W)
25 NM
Portata Locator (<25W)
15 NM
Angolo minimo effetto costa
30°
Frequenza max per minimizzare effetto notte
350 KHz
Angoli intercettamento consigliati
30°, 60°, 90°
Formula distanza in tempo
T = t/2α
Codice Q - Rilevamenti
Codice
Tipo
Descrizione
QDR
Magnetico diretto
Dalla stazione (per dove mi trovate?)
QTE
Vero diretto
Dalla stazione (nord vero)
QDM
Magnetico inverso
Per la stazione = QDR ± 180°
QUJ
Vero inverso
Per la stazione = QTE ± 180°
QDL
Serie
Richiesta di serie di QDM o QDR
Formule fondamentali
Formula
Descrizione
QDM = Rilpo + Pm
Rilevamento inverso magnetico
QUJ = Rilpo + Pv
Rilevamento inverso vero
QDR = Rilpo + Pm ± 180°
Rilevamento diretto magnetico
QTE = Rilpo + Pv ± 180°
Rilevamento diretto vero
QDM = Pm ± Rilpo
Metodo semplificato (punta)
QDR = Pm ± AdC
Metodo semplificato (coda)
Classi di precisione rilevamenti
Classe
Approssimazione
A
± 2°
B
± 5°
C
± 10°
D
> ± 10°
Effetti che influenzano l'ADF
Effetto
Causa
Rimedio
Effetto notte
Variazione altezza strati ionizzati
Quota piu alta, NDB < 350 KHz
Effetto suolo
Riflessione da montagne/metalli
Usare NDB ad alta potenza
Effetto temporale
Lampi emettono onde radio
Non fidarsi durante i lampi
Effetto costa
Rifrazione onde sulla costa
Tagliare costa con angolo > 30°
Effetto virata
Spostamento antenna a telaio
Virate poco accentuate
Acronimi importanti
Acronimo
Significato
ADF
Automatic Direction Finder - Radiogoniometro automatico
NDB
Non Directional Beacon - Radiofaro non direzionale